Appuntamenti
Seminario su "Nonviolenza, la via che conduce oltre", Perugia, Biblioteca di San Matteo degli Armeni, martedì 20 marzo, ore 18,00. Ingresso libero.
Conferenza "Per una alternativa nella scuola pubblica", Perugia, Biblioteca di San Matteo degli Armeni, martedì 10 aprile, ore 17,00. Ingresso libero.

Una morale miope


Nel Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace si legge:
Oltre a svariate forme di terrorismo e di criminalità internazionale, sono pericolosi per la pace quei fondamentalismi e quei fanatismi che stravolgono la vera natura della religione, chiamata a favorire la comunione e la riconciliazione tra gli uomini.
Difficile dargli torto: fondamentalismo e fanatismo sono nemici della pace. Il problema è che il fondamentalismo ed il fanatismo sono sempre quelli degli altri. Più avanti, nel discorso, c'è il seguente passo:

Per diventare autentici operatori di pace sono fondamentali l’attenzione alla dimensione trascendente e il colloquio costante con Dio, Padre misericordioso, mediante il quale si implora la redenzione conquistataci dal suo Figlio Unigenito. Così l’uomo può vincere quel germe di oscuramento e di negazione della pace che è il peccato in tutte le sue forme: egoismo e violenza, avidità e volontà di potenza e di dominio, intolleranza, odio e strutture ingiuste.
Il papa dice, dunque, che chinque non sia credente non può essere operatore di pace; nessuno che sia chiuso alla Trascendenza può vincere l'egoismo, la violenza eccetera. Tradotto in linguaggio corrente: tutti quelli che non sono credenti sono condannati ad essere cattivi. E cos'è questo, se non fondamentalismo e fanatismo?
Illuminati da Dio, aperto al Trascendente, in dialogo con Dio, il papa è così miope da vedere le maggiori minacce alla pace mondiale non nel commercio internazionale delle armi, ma nell'aborto, nell'eutanasia e nelle unioni gay. La pace è minacciata ogni volta che non si rispetta la vita umana:

Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale.

Che anche l'esistenza di una persona omosessuale sia vita umana, come tale degna di rispetto,  è una cosa che l'apertura al Divino non riesce a fare entrare nella testa di questo vecchio ottuso. E non è ovviamente lecito attendersi alcun cenno allo scandalo immenso della sofferenza della vita animale, che per i cattolici - fedeli al mandato del Genesi - semplicemente non esiste. Non c'è nessuna minaccia alla pace nel fatto che la vita di milioni ì di animali sia quotidianamente crocifissa negli allevamenti industriali - umiliata, offesa, derisa, smembrata. La miopia morale non gli consente di scorgere la continuità tra violenza sull'animale e violenza sull'uomo, tra l'organizzazione scientifica, sistematica dei macelli e quella dei campi di sterminio.
Non c'è, in un discorso del genere, soltanto una morale insufficiente (quella ottusità morale, per non dire peggio, che lo porta a ricevere in Vaticano Rebecca Kadaga, presidente del parlamento Ugandese, promotrice di una legge che prevede la pena di morte per i gay). C'è qualcosa di peggio: c'è insufficienza religiosa. La vera religione dà slancio alla morale, la apre, la rende più sensibile e profonda. Qui abbiamo una religione spenta che produce una morale spenta. Un sale che è diventato insipido.

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