Attraversamenti

Blog di Antonio Vigilante

27 ottobre, martedì

Molti anni fa ero obiettore di coscienza in una casa famiglia. Una sera, sul tardi, ero in cucina, quando mi sentii chiamare dalla cameretta dai ragazzi. Era Robertino, il più piccolo: un fuscello di sette anni che mi faceva una gran tenerezza. Mi chiese un bicchiere d'acqua. Glielo portai. Bevve, poi mi fece la domanda che voleva farmi da tempo: "Ma davvero tu non credi in Dio?". Se ne parlava molto, evidentemente: era una struttura cattolica. "No", gli dissi. "No, Robertino, ma ora dormi".
E' stata l'unica volta in vita mia che ho mentito sul mio ateismo, o sulle mie convinzioni in generale.
Robertino è diventato Roberto. Poi, ieri, è morto.

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25 ottobre, domenica

Alla sinagoga di Pitigliano una signora è incredula: ma davvero il marito dovrà indossare quello strano cappellino per entrare? ma che cosa inaudita! Le spiego che non c'è nulla di particolarmente strano: nella sinagoga gli uomini mettono la kippah, come nelle moschee le donne mettono il velo. Ah, ma io in moschea non ci andrò di certo, dice la signora.
All'ingresso del ghetto ci sono due soldati con il mitra spianato. Il ghetto di Pitigliano lo chiamano "la piccola Gerusalemme", ed in effetti sembra di stare a Gerusalemme. Anche se qui gli ebrei rimasti si contano con le dita delle mani.

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24 ottobre, sabato

Milano, zona duomo. Un senegalese vende quei libretti che prendevo spesso a Bari, davanti alla Feltrinelli. Gli chiedo di farmi dare uno sguardo per vedere se c'è qualcosa che non ho. Ne prendo tre: venti euro. Il ragazzo è entusiasta dell'affare. Ti regalo dei braccialetti, dice. No, dico, lascia stare. Sì, dai, dice. Ti do un braccialetto per ogni figlio che hai. Quanti figli hai? Nessun figlio. Ah: e si rattrista per un attimo, come se gli avessi confessato di avere una grave malattia. Poi riconquista il sorriso, mi regala comunque tre braccialetti colorati e mi ringrazia quasi l'avessi salvato da morte certa.
Trenta passi più in là scopro che uno dei libri ha una pagina stampata e una no. Per un attimo penso che sarebbe bello scrivere le pagine non stampate. Un attimo dopo concludo che sarebbe ancora un'attività con un telos: havel havalim.
Alla stazione, seduto di fronte alla Feltrinelli, improvvisamente mi sembrano tutti morti. Paura. Angoscia. Liberazione.

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