Dobbiamo proprio rileggere Pirsig

  • novembre 02, 2013
  • By Antonio Vigilante
  • 1 Comments

Robert M. Pirsig
Mi sto convincendo che la via migliore per uscire dal pantano in cui è caduta la scuola pubblica sia quella di non rilasciare più alcun titolo di studio e di non mettere più voti. A scuola il voto, che dovrebbe essere un mezzo, diventa il fine. Non si viene per imparare, ma si impara (per lo più: si fa finta di imparare) per avere il voto. E poi il diploma. Di qui il mercanteggiare sulle pagine da studiare ("professore, toglieteci questo e quest'altro"), le piccole furbizie, gli imbrogli veri e propri. Di qui l'imparare a memoria. Di qui la scuola trasformata in qualcosa di indefinibile - una triste ed inutile eterotopia.
Discuto di questa idea con alcuni colleghi nel newsgruoup it.istruzione.scuola. Una collega con cui molti anni fa ho discusso a fondo di molte cose commenta: "Comunque dobbiamo proprio rileggerci il Pirsig". Non colgo il riferimento, finché lei non prosegue con la citazione:

Il più grosso problema dello studente è una mentalità da mulo, inculcatagli da anni di politica del bastone e della carota. L’abolizione dei voti e dei diplomi non si propone di punire i muli o di liberarsi di loro, ma di creare un ambiente in cui ogni mulo possa trasformarsi in un uomo libero.

Così tornerebbe alla nostra scuola senza voti e senza diplomi, motivato questa volta non dai voti ma dalla conoscenza. Lo stimolo a imparare gli verrebbe dal di dentro. Sarebbe un uomo libero. Non avrebbe bisogno di disciplina per la sua formazione, anzi, se i professori dei suoi corsi non si impegnassero a dargli quel che cerca sarebbe lui a metterli in riga con qualche domanda fuori dai denti. 
Ho letto Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta quasi dieci anni fa; lo ricordo come un bel romanzo di viaggio con fastidiose velleità filosofiche. Vado a controllare la mia edizione. Il passo citato è a pagina 196 (l'edizione è Adelphi), ed è ovviamente sottolineato.
A quanto pare sì, bisogna rileggere Pirsig.

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1 commenti

  1. Mi sono emozionata a leggere scorrendo tra i titoli il nome di Pirsig.
    No, perché io ho fatto esattamente quel che dici: l'ho riletto avendo davanti i miei bambini, e finalmente capendo perché avevo sottolineato alcune frasi!
    Anche io in un mio post ho riportato una lunga citazione da Lo zen ...
    Quella in cui Fedro arrovellandosi sul concetto di qualità arriva a capire perché l'idea che la qualità fosse semplicemente ciò che piace lo disturbasse ... perché era stato condizionato a farlo!
    Sì proprio da rileggere :)

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