1 gennaio, venerdì

Il primo obiettivo del 2016 era raggiungere piazza del campo in tempo per la mezzanotte. Ci siamo fatti di corsa via Camollia e via Banchi di sopra, con una bottiglia di spumante e due bicchieri. Meno cinque, quattro, tre. L'uno è arrivato che eravamo a palazzo Tolomei. Niente. Siamo riusciti a mettere piede a piazza del campo che il 2016 era già vecchio di tre o quattro minuti. La piazza era gremita come nel giorno del palio, e sul palco un gruppo pugliese suonava la tarantella. La tarantella: quella musica che è bella per un minuto, due minuti: e poi induce stati di coscienza alterata. Fortunatamente dopo un po' hanno smesso: trovarmi in una folla di persone in stato di coscienza alterata è uno dei miei incubi (trovarmi in una folla in generale, a dire il vero). 
A mezzanotte e mezza è cominciata la silent disco. Comincio il 2016 sapendo cos'è una silent disco. Funziona che ti ficchi nel carnaio, se non ti schiacciano riesci a raggiungere uno stand dove lasci un tuo documento, poi ti rificchi nel carnaio e se non ti schiacciano riesci a raggiungere un secondo stand dove paghi quindici euro e ti danno una cuffia. Ti metti la cuffia nelle orecchie, ti rificchi nel carnaio e ti trovi un posto in cui puoi ballare senza morire schiacciato. Con la tua cuffia. Tu e la tua musica. E così gli altri. Tutti ballano con la loro cuffia: e chi guarda non sente nulla. Provo a far notare alla mia dolcissima metà che la musica è sempre stata quella cosa che uno suona ed altri ascoltano insieme, ed ascoltando insieme si sentono insieme, e questa cosa che ognuno ascolta la sua musica è... non mi viene un aggettivo: ma è la notte di capodanno, e non si può far filosofia. Guardo dunque la scena, che sta tra The Walking Dead e The Leftovers, meditando di cambiare specie. E raggiungendo il mio primo, meraviglioso risultato del 2016: fare tappezzeria a piazza del campo.

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