27 ottobre, martedì

Molti anni fa ero obiettore di coscienza in una casa famiglia. Una sera, sul tardi, ero in cucina, quando mi sentii chiamare dalla cameretta dai ragazzi. Era Robertino, il più piccolo: un fuscello di sette anni che mi faceva una gran tenerezza. Mi chiese un bicchiere d'acqua. Glielo portai. Bevve, poi mi fece la domanda che voleva farmi da tempo: "Ma davvero tu non credi in Dio?". Se ne parlava molto, evidentemente: era una struttura cattolica. "No", gli dissi. "No, Robertino, ma ora dormi".
E' stata l'unica volta in vita mia che ho mentito sul mio ateismo, o sulle mie convinzioni in generale.
Robertino è diventato Roberto. Poi, ieri, è morto.

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